Google ha spostato la Rete Display dentro Demand Gen. Non è un restyling dell interfaccia: le campagne Display standalone smettono di essere un tipo di campagna autonomo e diventano un canale dentro una campagna multi-inventario che include anche YouTube, Shorts, Discover, Gmail e Maps in beta. Da giugno 2026 Google ha avviato il rollout graduale di uno strumento di migrazione dentro l account. Le tappe successive dichiarate dalla documentazione ufficiale sono due: le nuove campagne Display si potranno creare solo in Demand Gen, e le campagne Display rimanenti idonee verranno migrate automaticamente senza alcun intervento dell inserzionista. Chi gestisce budget Display, remarketing display o campagne di copertura visiva ha quindi una finestra per decidere: migrare in modo controllato, oppure subire la migrazione con le impostazioni che decide Google. Questa guida spiega cosa cambia davvero, cosa si perde, e come eseguire il passaggio senza bruciare due settimane di rendimento.
Cosa è successo e le date che contano
La Rete Display di Google non scompare come inventario: continua a esistere e resta accessibile su oltre due milioni di siti e app. Quello che scompare è la campagna Display come tipo autonomo. Chi vuole comprare solo Display può continuare a farlo, ma lo farà dentro Demand Gen selezionando il solo canale Rete Display. Chi invece vuole massimizzare la copertura visiva ha ora YouTube, Shorts, Discover, Gmail, Maps in beta e Rete Display in un unico tipo di campagna.
| Fase | Cosa prevede | Cosa devi fare |
|---|---|---|
| Giugno 2026 | Rollout graduale dello strumento di migrazione dentro l account Google Ads | Verificare se lo strumento è già disponibile e censire le campagne Display attive |
| Prossimamente (data non annunciata) | Le nuove campagne Display si potranno creare solo in Demand Gen | Aggiornare le procedure interne e i template di setup |
| Prossimamente (data non annunciata) | Migrazione automatica delle campagne Display rimanenti idonee, senza intervento dell inserzionista | Aver già migrato in modo controllato le campagne che generano fatturato |
La migrazione è a senso unico
La documentazione ufficiale è esplicita: non è possibile riportare a campagna Display una campagna già migrata a Demand Gen. Prima di premere il pulsante conviene esportare un report completo di rendimento, impostazioni, pubblici ed esclusioni. Sarà l unico riferimento storico rimasto.
Attenzione a un dettaglio spesso ignorato: le campagne Display in stato Rimossa non vengono migrate, mentre quelle in pausa possono esserlo, a seconda della spesa recente accumulata dall account. Una campagna in pausa da mesi ma con storico di spesa può quindi riattivarsi come Demand Gen nel perimetro dell account. Va controllata prima, non dopo.
Cosa si perde davvero: la mappa delle funzioni che non esistono in Demand Gen
La parte critica della migrazione non è il pulsante, è la perdita di controllo su alcune leve. Google le classifica in quattro stati: non disponibili, esistenti, estese e nuove. Le nuove funzionalità non vengono attivate in automatico, quindi restano da configurare a mano dopo il passaggio.
| Funzione nelle campagne Display | Stato in Demand Gen | Alternativa indicata da Google |
|---|---|---|
| CPC manuale | Non supportata | CPC target |
| Offerte per impressioni visualizzabili | Non supportata | Massimizza i clic |
| Pagamento per le conversioni | Non supportata | CPA target |
| Aggiustamenti offerte, aggiustamenti stagionalità, offerte di portafoglio | Non supportate | Nessuna alternativa diretta |
| Segmenti di pubblico combinati | Non supportata | Ricostruire il segmento nello Strumento per la creazione di segmenti di pubblico |
| Esclusioni relative all idoneità dei contenuti | Supportate solo a livello di account | Spostare le esclusioni da campagna ad account prima di migrare |
| CPA target, ROAS target, Massimizza conversioni e valore, Massimizza clic | Supportate | Nessuna azione |
| Elenchi remarketing, Customer Match, targeting contestuale, esclusioni di posizionamenti e argomenti | Supportate | Verifica post-migrazione |
Il blocco più frequente: le esclusioni a livello di campagna
Se hai esclusioni di idoneità dei contenuti impostate a livello di campagna, la migrazione può fermarsi o perderle, perché in Demand Gen quel controllo vive solo a livello di account. Spostale in Impostazioni account prima di avviare lo strumento. È il passaggio numero uno di ogni migrazione fatta bene, ed è quello che quasi nessuno esegue per primo.
Chi lavorava con offerte di portafoglio o aggiustamenti stagionali deve ripensare la logica di controllo: in Demand Gen la governance passa dalla struttura della campagna, dai gruppi di asset e dalla qualità dei segnali di conversione, non più dalle manopole manuali.
Strumento di migrazione o transizione manuale del budget: come si decide
Google indica due strade. La prima è lo strumento di migrazione, consigliato, che trasferisce impostazioni e dati appresi. La seconda è la transizione manuale del budget: si riduce progressivamente il budget della campagna Display e si aumenta in modo proporzionale quello di una nuova campagna Demand Gen costruita da zero.
| Criterio | Strumento di migrazione | Transizione manuale del budget |
|---|---|---|
| Storico rendimento | Trasferito (42 giorni) | Perso, si riparte da zero |
| Tempo di apprendimento | Circa 1-2 giorni | Fase di apprendimento completa |
| Controllo sulla struttura | Ereditata dalla campagna precedente | Totale, si progetta da zero |
| Rischio operativo | Basso, ma non reversibile | Medio, gestibile a piccoli step |
| Quando sceglierlo | Campagne che spendono e performano | Strutture vecchie, disordinate o da riprogettare |
Il trucco sul budget del giorno della migrazione
Quando migri, la spesa già sostenuta nella giornata non viene conteggiata dalla nuova campagna. Se hai speso 10 euro su un budget giornaliero di 50 euro, la campagna Demand Gen riparte con 50 euro pieni per le ore restanti. Tradotto: migrare a metà pomeriggio significa spesa extra imprevista in quella giornata, con possibile sovrapubblicazione nelle prime 24 ore. Esegui la migrazione a inizio giornata pubblicitaria, quando la spesa accumulata è vicina a zero.
- 1Esporta un report completo delle campagne Display: impostazioni, pubblici, esclusioni, posizionamenti, rendimento a 90 giorni.
- 2Sposta le esclusioni di idoneità dei contenuti da livello campagna a livello account.
- 3Filtra le campagne per Tipo di campagna uguale a Display, aggiungendo il filtro Stato per escludere le rimosse.
- 4Seleziona le campagne da migrare, apri il menu Modifica e scegli Fai l upgrade a Demand Gen. Non superare i 100 elementi per batch.
- 5Mantieni la sola Rete Display nei controlli dei canali durante la migrazione: è la best practice indicata da Google per un trasferimento pulito delle impostazioni.
- 6Controlla l esito in Strumenti, Tutte le azioni collettive, Visualizza campagne modificate.
- 7Solo dopo il consolidamento, aggiungi gli altri canali (YouTube, Shorts, Discover, Gmail) e i nuovi asset.
Nome della campagna
Le campagne migrate ereditano la convenzione [Nome campagna originale] n. 2. Se hai naming convention interne, regole di reportistica o dashboard Looker Studio che filtrano per nome, aggiornale prima della migrazione o i report si spezzano silenziosamente.
Le prime due settimane dopo la migrazione: cosa monitorare e cosa non toccare
Google avverte esplicitamente che nei primi giorni sono possibili fluttuazioni di rendimento. L errore classico è intervenire subito sulle offerte, sommando instabilità a instabilità. La regola operativa indicata dalla documentazione ufficiale è chiara: modifiche alle offerte limitate a +/-15% e almeno una settimana di attesa tra un intervento e l altro.
- Finestra di attribuzione delle conversioni impostata su un valore superiore a 28 giorni, come indicato nelle best practice Google per Demand Gen.
- Verifica manuale di tutte le esclusioni: posizionamenti, argomenti, idoneità dei contenuti. La migrazione le trasferisce, ma la verifica resta responsabilità dell inserzionista.
- Controllo del logo: se le campagne Display non avevano un logo, il sistema crea un immagine segnaposto. Va sostituita subito con l asset di brand reale.
- Monitoraggio della distribuzione della spesa per canale: in una campagna multi-inventario il budget può spostarsi su superfici che non avevi previsto.
- Presidio dei segnali di conversione: in assenza di aggiustamenti manuali, la qualità del tracciamento diventa la principale leva di ottimizzazione.
Aggiungi asset video, non solo immagini
Google indica di aumentare il numero di asset includendo logo e video: più formati significa più aree di inventario raggiungibili. Un set minimo praticabile: 5 immagini orizzontali, 5 quadrate, 3 verticali, 1 logo quadrato, 1 logo orizzontale e almeno un video verticale sotto i 15 secondi per Shorts. Senza asset verticali la campagna resta di fatto esclusa dalle superfici più economiche.
Va considerato anche il contesto: dal 17 agosto 2026 Google ha modificato i sistemi di offerta basati sul target, e la modifica riguarda anche Demand Gen. Campagne che oggi performano meglio del target impostato possono tendere verso il target. Isolare l effetto migrazione dall effetto smart bidding richiede quindi di annotare le date di ogni intervento.
Perché questo cambiamento tocca anche AI Search e GEO
Demand Gen non risponde alla domanda: la genera. Chi vede un annuncio su Discover, Shorts o Gmail difficilmente converte in quel momento. Nella maggior parte dei casi cerca il brand più tardi. E qui il percorso è cambiato: la verifica non avviene più soltanto su Google, ma anche dentro gli assistenti AI.
| Momento | Dove accade | Cosa serve presidiare |
|---|---|---|
| Scoperta | Demand Gen: YouTube, Shorts, Discover, Gmail, Maps, Rete Display | Creatività, offerta chiara, riconoscibilità del brand |
| Verifica | Google AI Overviews e AI Mode, ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot | Contenuti citabili, dati strutturati, entità brand coerente |
| Decisione | Sito, recensioni, pagine servizio e prezzo | Prove verificabili, FAQ, percorso di contatto senza attriti |
Il test dei 5 minuti prima di aumentare il budget Demand Gen
Prima di alzare la spesa, poni la stessa domanda commerciale del tuo cliente tipo a ChatGPT, Perplexity, Gemini e Google AI Mode, in italiano e con riferimento geografico. Se il tuo brand non compare in nessuna delle quattro risposte, ogni euro investito in generazione di domanda sta alimentando la fase di verifica dei tuoi competitor. Sistemare la citabilità costa meno che aumentare il budget.
Operativamente significa allineare tre cose: le pagine di destinazione degli annunci devono rispondere alle stesse domande che gli utenti pongono agli assistenti; i dati strutturati devono dichiarare organizzazione, servizi e area servita; le pagine devono contenere risposte brevi e autonome, perché i motori AI citano paragrafi, non interi siti.
Strumenti utili per gestire la migrazione
| Strumento | Costo | A cosa serve in questa migrazione |
|---|---|---|
| Strumento di migrazione Google Ads | Gratuito | Trasferisce impostazioni e 42 giorni di storico dalle campagne Display a Demand Gen |
| Google Ads Editor | Gratuito | Esportare e archiviare la configurazione completa prima della migrazione |
| Google Ads Scripts | Gratuito | Report automatici di rendimento Demand Gen e alert su variazioni di spesa per canale |
| Looker Studio | Gratuito | Dashboard di confronto pre e post migrazione, con annotazione delle date di intervento |
| Google Analytics 4 | Gratuito | Verificare che le conversioni importate restino coerenti dopo il cambio di tipo campagna |
| Google Tag Manager | Gratuito | Controllare integrità del tracciamento e Consent Mode prima di toccare le campagne |
| Strumenti di generazione video AI (Veo, Canva, CapCut) | Freemium | Produrre rapidamente asset verticali per Shorts e Discover |
| Strumenti di AI visibility tracking | A pagamento | Misurare se il brand viene citato dagli assistenti AI nella fase di verifica |
"La migrazione tecnica dura pochi minuti. La differenza tra una migrazione riuscita e una campagna che perde rendimento si costruisce nei sette giorni precedenti, non in quelli successivi."
Perché è importante per imprenditori e direzioni marketing
La migrazione non è opzionale e non è reversibile. Una campagna portata in Demand Gen non può tornare a essere una campagna Display. Chi lascia fare al sistema eredita impostazioni predefinite scelte da Google, perde alcune leve di controllo su offerte e pubblico, e scopre le differenze solo quando il costo per acquisizione si muove. Chi invece migra con lo strumento ufficiale trasferisce lo storico di rendimento degli ultimi 42 giorni e riduce la fase di apprendimento a circa 1-2 giorni, evitando un avvio a freddo.
Impatto su SEO, GEO, AEO e AI Search
L impatto non è solo sulla piattaforma pubblicitaria. Demand Gen è una campagna di generazione della domanda: intercetta persone che non stanno ancora cercando. Il risultato misurabile di una campagna Demand Gen ben fatta è un aumento delle ricerche brand e delle visite dirette, che oggi non passano più solo da Google ma anche da ChatGPT, Perplexity, Gemini, Copilot e dalle AI Overviews. Se il brand non è citabile e riconoscibile in quei contesti, una parte della domanda generata a pagamento viene raccolta da qualcun altro nel momento della valutazione.
Checklist operativa
- Censire tutte le campagne Display attive e in pausa filtrando per Tipo di campagna
- Esportare impostazioni, pubblici, esclusioni e rendimento a 90 giorni prima di qualsiasi intervento
- Spostare le esclusioni di idoneità dei contenuti da livello campagna a livello account
- Sostituire CPC manuale, pagamento per conversioni e offerte per impressioni visualizzabili con le alternative supportate
- Ricostruire i segmenti di pubblico combinati nello Strumento per la creazione di segmenti di pubblico
- Eseguire la migrazione a inizio giornata pubblicitaria per evitare il reset del budget giornaliero
- Mantenere la sola Rete Display nei controlli dei canali durante la migrazione
- Non superare 100 campagne per singolo batch
- Aggiornare naming convention, report e dashboard che filtrano per nome campagna
- Sostituire eventuali loghi segnaposto con l asset di brand reale
- Impostare la finestra di attribuzione delle conversioni oltre i 28 giorni
- Limitare le modifiche alle offerte a +/-15% con almeno una settimana tra un intervento e l altro
- Aggiungere asset verticali e video solo dopo il consolidamento del rendimento
- Verificare che il brand sia citato dagli assistenti AI prima di aumentare il budget
Come Libellula Lab 4.0 può aiutarti
In Libellula Lab 4.0 gestiamo la migrazione da Display a Demand Gen come un progetto controllato, non come un clic: censimento delle campagne, messa in sicurezza delle esclusioni, migrazione a finestra controllata, monitoraggio strutturato delle prime due settimane e allineamento tra generazione della domanda e visibilità del brand nei motori AI. Se vuoi capire in che stato è oggi il tuo account e cosa rischi con la migrazione automatica, partiamo da un audit.
Libellula Lab 4.0
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